Salon Wizard
it
Inizia gratis
Aprire uno studio di tatuaggi in Italia: corso, pratiche, igiene e prezzi

Aprire uno studio di tatuaggi in Italia: corso, pratiche, igiene e prezzi

9 min di lettura

Chi vuole aprire uno studio di tatuaggi in Italia trova poche regole nazionali e molte differenze fra una Regione e l'altra. Il corso che serve, l'età minima dei clienti e i documenti da tenere in studio dipendono in gran parte da dove apri.

Coordinare appuntamenti tattoo?

Coordina consulenze, sedute lunghe, artisti, galleria e dati clienti.

Vedi software tattoo

Per questo la guida non promette una lista valida ovunque. Ti dà il quadro nazionale, che nel 2026 si è mosso con una nuova legge sul consenso informato, alcuni esempi regionali concreti con la norma che li fissa, e le domande da porre al SUAP e all'ASL della tua zona prima di firmare un affitto o iscriverti a un corso.

Seguono la parte pratica, cioè locale, sterilizzazione e inchiostri, il calcolo del prezzo di una seduta e l'organizzazione di consulenze e appuntamenti.

1. Poche regole nazionali, molte regole regionali

Una legge nazionale che disciplini l'attività di tatuatore, con requisiti professionali uguali in tutta Italia, non c'è. L'Istituto Superiore di Sanità lo scrive in modo esplicito e indica come unico riferimento nazionale le linee guida del Ministero della Sanità per l'esecuzione di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, contenute nelle circolari del 5 febbraio 1998 e del 16 luglio 1998. Sul resto — formazione, età minima, procedure di avvio — decidono le Regioni.

Una novità nazionale però c'è. La legge 15 maggio 2026, n. 99, in vigore dal 27 giugno 2026, all'articolo 3 obbliga chi esegue tatuaggi a informare per iscritto il cliente sugli effetti sulla salute dell'esecuzione e della rimozione e sulle precauzioni successive, e a far firmare una dichiarazione di consenso, sottoscritta anche dal tatuatore e conservata dallo studio. Contenuti e tempi di conservazione li fisserà un decreto del Ministro della Salute, e gli obblighi decorrono dal quindicesimo giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: prima di aprire controlla se è uscito.

Le differenze regionali si vedono bene sulla formazione e sui minori. In Lombardia la legge regionale 13/2021 chiede corsi di almeno 1.000 ore teorico-pratiche e 500 di tirocinio, vieta i tatuaggi sotto i sedici anni e il piercing sotto i quattordici, salvo il lobo con il consenso dei genitori, e chiede il consenso dei genitori fino ai diciotto anni. Nel Lazio la legge regionale 2/2021 prevede per il tatuaggio un corso di almeno 800 ore, di cui 200 di esercitazioni pratiche, e vieta tatuaggi e piercing sotto i quattordici anni, salvo il lobo. In Toscana la legge regionale 28/2004 vieta tatuaggi e piercing sotto i quattordici anni, salvo il padiglione auricolare, e sotto i diciotto richiede il consenso informato dei genitori. In Veneto la DGR 11/2013 richiede il consenso scritto di chi esercita la potestà genitoriale per i minori di diciotto anni.

Prima di investire in un corso chiedi alla tua Regione quale percorso è riconosciuto e se valgono regole transitorie per chi tatua già da anni: un attestato ottenuto altrove può non bastare.

In uno studio di tatuaggi la pulizia che il cliente non vede è quella che decide se tornerà e se ti manderà qualcuno.

2. Segnalazione al Comune, impresa, fisco e contributi

Nelle Regioni che hanno regolato l'attività, l'avvio passa da una segnalazione certificata di inizio attività al Comune tramite lo sportello unico: in Lombardia, per esempio, la legge regionale 13/2021 prevede la SCIA al SUAP, che la inoltra all'agenzia sanitaria competente per la vigilanza, e lo stesso vale per subingresso e trasferimento della sede. Dove le regole sono meno chiare, chiedi al SUAP e all'ASL quale procedura si applica. L'impresa si registra con la Comunicazione Unica alla Camera di commercio, che secondo registroimprese.it comprende Registro imprese, Agenzia delle Entrate, INPS, INAIL e l'eventuale SCIA. Il codice ATECO 2025 è 96.99.91, «Attività di studi di tatuaggi e piercing».

La Camera di commercio di Torino definisce il tatuaggio un'attività tipicamente artigiana: se hai i requisiti della legge 443/1985, e quindi lavori personalmente e in prevalenza nello studio, l'impresa può essere annotata come artigiana, con la conseguente iscrizione alla gestione INPS artigiani. Per il 2026 l'INPS indica per gli artigiani un'aliquota del 24%, con contributi minimi dovuti anche su redditi bassi. L'INAIL assicura gli artigiani che prestano abitualmente opera manuale nella propria impresa.

Sul fisco il regime forfettario della legge 190/2014 vale per il 2026 fino a 85.000 euro di ricavi, con imposta sostitutiva al 15% o al 5% per cinque anni in caso di attività davvero nuova; chi tatuava già come collaboratore in un altro studio deve verificare con il commercialista la condizione sulla mera prosecuzione del lavoro precedente. Nel forfettario l'artigiano può chiedere all'INPS la riduzione del 35% dei contributi. Dal 2027 queste regole passano nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi. Gli incassi dai clienti privati vanno certificati con registratore telematico o con la procedura web gratuita dell'Agenzia delle Entrate, e dal 2026 il POS va abbinato online allo strumento dei corrispettivi.

3. Lo studio, la sterilizzazione e gli inchiostri

Le linee guida ministeriali del 1998 descrivono ancora oggi l'ossatura di uno studio. Gli spazi in cui si tatua devono essere separati dall'attesa e dalla zona di pulizia e sterilizzazione, con una netta separazione fra materiali sporchi e materiali puliti e sterilizzati; la zona sporca ha una vasca con acqua calda e fredda, e le pareti sono rivestite di materiali impermeabili e lavabili. Tienine conto prima di firmare l'affitto: una pianta che non permette queste separazioni costa cara da correggere.

Sulla sterilizzazione le circolari sono nette. Aghi e strumenti taglienti che perforano la cute devono essere sempre e rigorosamente monouso; per lo strumentario riutilizzabile il metodo di scelta è la sterilizzazione a vapore in autoclave, a 121 °C per almeno 20 minuti; il materiale monouso usato va smaltito secondo le norme sui rifiuti. Le Regioni aggiungono dettagli: in Lombardia la DGR 5796/2021 chiede un banco con lavello in acciaio e autoclave e vuole disponibili in studio il protocollo di disinfezione, sanificazione e sterilizzazione e quello per la gestione dei rifiuti. Per scrivere i tuoi protocolli puoi partire dal modello di protocollo igienico per tatuaggio e piercing.

Gli inchiostri hanno una disciplina europea. Dal 4 gennaio 2022 la restrizione n. 75 del regolamento REACH, introdotta dal regolamento (UE) 2020/2081, vieta molte sostanze pericolose nelle miscele per tatuaggi, e il Ministero della Salute ricorda che non si possono immettere né usare miscele non conformi. In etichetta, in italiano, devono comparire nome della miscela, elenco degli ingredienti, numero di lotto e la dicitura «Miscela per tatuaggi o trucco permanente»; restano obbligatorie anche la garanzia di sterilità e la data di durata minima. Compra solo da fornitori che ti danno queste informazioni, e annota nella scheda del cliente colori e lotti usati: se un giorno serve risalire a un prodotto, lo trovi in un minuto.

4. Costi dello studio e prezzo di una seduta

Uno studio di tatuaggi ha costi diversi da quelli di un salone, perché una parte importante del lavoro non si vede nel risultato. Fra i costi di avvio ci sono i lavori per separare lavoro, sterilizzazione e attesa, macchine e alimentatori, l'autoclave con la sua manutenzione, lettino o poltrona regolabile, luci, arredi lavabili, pratiche, consulenze e lo strumento per registrare gli incassi. Ogni mese tornano affitto, utenze, contributi, commercialista, assicurazione, software e il servizio di ritiro dei rifiuti speciali. E ogni seduta consuma aghi o cartucce sterili monouso, inchiostri in cappucci monouso, guanti, pellicole protettive, materiale per la medicazione.

Da qui nasce una regola di calcolo: ogni seduta ha un costo fisso di allestimento, indipendente dalla grandezza del lavoro. Preparare la postazione con le barriere, aprire il materiale sterile, smontare, smaltire e sanificare richiede lo stesso tempo e lo stesso materiale per un piccolo simbolo e per l'inizio di una manica. Per questo serve un prezzo minimo, calcolato così: tempo di allestimento e riordino per il valore di un'ora di studio, più il materiale monouso di una seduta.

Il valore di un'ora si ottiene come negli altri mestieri: costi fissi mensili più il compenso che vuoi, diviso le ore di lavoro vendibili. Ma nel tatuaggio le ore vendibili sono meno di quanto sembri, perché consulenze, disegno, ritocchi e messaggi con i clienti occupano tempo che nessuno paga se non entra nel prezzo. Decidi quindi se disegno e consulenza stanno nella tariffa oraria, in un forfait per il progetto o in un acconto. Sulle regole di acconto e disdetta trovi un approfondimento nel nostro articolo su acconto e annullamento nel tattoo studio; prima di chiedere denaro in anticipo fai controllare la formulazione e chiarisci con il commercialista come trattarlo.

5. Consulenze, prenotazioni e scheda del cliente

Nel tatuaggio il primo appuntamento raramente è quello in cui si tatua. Prima c'è la consulenza: idea, posizione, grandezza, stile, stima delle sedute. Conviene renderla prenotabile come un servizio a sé, con durata e contenuto chiari, e tenere le sedute lunghe su conferma dopo la consulenza. Così l'agenda non si riempie di richieste vaghe e il tempo di disegno resta legato a persone che hanno già fatto un passo.

I clienti scelgono con gli occhi: portfolio curato, foto di lavori guariti e non solo appena fatti, uno studio che mostra la sua pulizia. Il Profilo dell'attività su Google con orari, foto e recensioni è spesso il primo contatto; da lì e dai social la strada verso una pagina di prenotazione tua deve essere breve. Conferma e promemoria di ogni appuntamento, con il termine di disdetta, li prepari una volta partendo dai modelli di conferma e promemoria, aggiungendo le indicazioni pratiche che dai a ogni cliente prima della seduta.

La scheda del cliente in uno studio di tatuaggi raccoglie più cose che altrove: dati anagrafici, consensi firmati, indicazioni sulla salute raccolte prima della seduta, zona del corpo, date delle sedute e dei ritocchi. Le informazioni sulla salute sono dati relativi alla salute ai sensi dell'articolo 9 del Regolamento UE 2016/679: raccogli solo ciò che serve e conservale al sicuro. Il modello di scheda cliente da stampare è un punto di partenza. Per l'agenda, un software per studi di tatuaggi collega consulenze, sedute e storico del cliente; Salon Wizard è una delle possibilità, con pagina di prenotazione, scheda con note e storico, conferme e promemoria automatici, ma non gestisce pagamenti, cassa o contabilità.

Per aprire uno studio di tatuaggi il primo passo è regionale: scopri quale corso riconosce la tua Regione, quali limiti di età valgono e quale segnalazione chiede il SUAP. Il secondo è il locale, con zone separate, autoclave e protocolli scritti, verificato con l'ASL prima dell'affitto, insieme alle scelte fiscali fatte con il commercialista. Il terzo è l'organizzazione: moduli di informazione e consenso pronti, inchiostri tracciati per lotto, consulenze prenotabili e un prezzo minimo che copre l'allestimento di ogni seduta.

Coordinare appuntamenti tattoo?

Coordina consulenze, sedute lunghe, artisti, galleria e dati clienti.